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Airone Bianco

apr 7

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07/04/2008  RssIcon

Avvistamento Aironi Bianchi a Pergusa

La moria di pesci del lago di Pergusa, verificatasi nel febbraio scorso, sembra essersi arrestata; comunque il monitoraggio delle sue acque non è stato interrotto: infatti viene costantemente verificata la concentrazione di ossigeno, la salinità, il pH, la conducibilità ed altri parametri. La situazione sembra notevolmente migliorata e i controlli sull’alga che ha liberato le tossine vengono continuamente effettuati, così da capire il suo trend. L’Università degli Studi di Enna “Kore”, che sta attuando il Programma di Ricerca “Monitoraggio ambientale ed elaborazioni scientifiche” per conto della Provincia Regionale di Enna (Ente Gestore), ha coinvolto vari Enti tra cui le altre tre Università siciliane ognuno per le proprie competenze e specializzazioni e l’Istituto Superiore della Sanità di Roma che, oltre ad analizzare alcuni campioni di acqua (confermando la presenza dell’alga Prymnesium parvum in concentrazioni di 290 milioni di cellule/litro), sta eseguendo analisi tossicologiche su alcuni campioni di pesce.

Il monitoraggio di Pergusa comprende anche l’osservazione della fauna che rivela una diversificazione sempre maggiore.

La massiccia presenza del pesce ha determinato un aumento degli uccelli piscivori quali Cormorani, Gabbiani e Aironi. La dott.ssa Rosa Termine, biologo dell’Università Kore, ha infatti dichiarato che da due mesi un gruppo di Aironi, formato da 26 A. cenerini e 2 A. bianchi maggiori, frequenta il canneto del lago di Pergusa. Gli Aironi, appartenenti alla famiglia degli Ardeidi, sono di grandi dimensioni; in primavera giungono in Italia dopo aver trascorso l'inverno nell'Africa tropicale; essi hanno bisogno di molto cibo in rapporto al loro peso corporeo: mangiano, infatti, fino a mezzo chilo di pesce al giorno, catturando soprattutto i pesci vecchi o malati che sono quelli che più si avvicinano alla superficie, svolgendo così un controllo numerico delle popolazioni dei pesci stessi.

Non comune, inoltre, la presenza degli Aironi bianchi maggiori (nella foto di R. Termine); essi raggiungono dimensioni di circa 90 centimetri di lunghezza e presentano un piumaggio completamente candido. E’ una specie tipica del clima continentale, quindi in Italia è occasionale ed è di passo molto scarso e poco regolare, mentre è frequentemente presente nell’Europa sud-orientale, in Africa, in Asia e nelle Americhe. Probabilmente ha scelto Pergusa per riposarsi dal lungo viaggio che dall’Africa lo porta verso l’Europa dell’Est. Già a partire dal secolo scorso ha subito una imponente rarefazione, in quanto veniva cacciato per il suo piumaggio, e da uno studio internazionale (realizzato dall’Università britannica di Durham e dalla inglese “Royal Society for the Protection of Birds”) risulta una delle 15 specie a rischio di estinzione in Italia.




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