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Operazioni pesci a Pergusa

mar 15

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15/03/2008  RssIcon

In seguito alla moria di pesci presso il Lago di Pergusa continua la mobilitazione di tutti gli Enti preposti per ripristinare la situazione.
La Provincia Regionale di Enna, Ente gestore della Riserva, ha già iniziato le procedure per la rimozione delle carcasse dei pesci, operazione che verrà fatta di concerto con il servizio veterinario dell’Azienda USL di Enna. Domani il dott. Barbagallo del Servizio Veterinario dell’AUSL, in attesa degli altri referti tecnici, comunicherà alla Provincia nel dettaglio le modalità operative e tecniche per lo smaltimento delle carcasse; egli stesso, ha già contattato delle ditte specializzate che si occupano dello smaltimento che deve essere fatto in stabilimenti autorizzati; inoltre, il veterinario replica che “è molto importante la bonifica delle acque per evitare che i prodotti derivanti dalla putrefazione dei pesci possano arrecare danno alla flora e al resto della fauna presente dentro le acque”.
L’ingegnere Giuseppe Colajanni, dirigente del Settore Ambiente della Provincia Regionale, ribadisce che tutta l’operazione è molto complessa per il particolare ecosistema pergusino dato che siamo in zona A di una Riserva Naturale, oltre che in un Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale, per cui non si possono utilizzare prodotti chimici per abbattere la presenza delle putrescine in acqua.
Il Presidente della Provincia, dott. Cataldo Salerno, sta seguendo in prima persona tutta la vicenda, ribadendo la necessità e l'importanza del lavoro sinergico tra tutti gli Enti; sarà lui stesso a sollecitare la prossima riunione del tavolo tecnico e garantisce che qualunque intervento a carico della Provincia sarà svolto con immediatezza e nella salvaguardia ambientale.

Intanto continuano i campionamenti dentro le acque per tenere sotto controllo l’evoluzione del sistema, infatti sabato scorso la prof.ssa Rossella Barone, specialista di fitoplancton del Dipartimento di Scienze botaniche dell’Università di Palermo che ha condotto diversi studi sull’alga Prymsesium parvum, ha fatto, insieme alla dott.ssa Rosa Termine, biologa dell’Università di Enna “Kore”, dei campionamenti specifici a Pergusa, per capire la composizione tassonomica, la densità e la biomassa del fitoplancton presente; la professoressa ha ribadito che bisogna distinguere tre fattori:
1) presenza del Prymnesium che è un fatto normale nei laghi salmastri,
2) fioritura algale cioè crescita demografica dell’alga e
3) produzione da parte dell’alga delle esotossine (le primnesine) attive su alcuni organismi. Infatti, la presenza di quest’alga non deve far pensare ad un’anomalia ne necessariamente alla tossicità.
Inoltre, ha parlato della necessità di monitorare il fitoplancton con cadenza quindicinale per almeno i primi tre mesi e continuare con cadenza mensile per almeno tutto l’anno; tutto ciò finalizzato alla individuazione, per tempo, delle fioriture algali tossiche e garantire una programmazione gestionale volta ad eventuali interventi di bonifica.
Sabato era anche presente il prof. Bruno Massa dell’Università di Palermo cha da anni studia la fauna del Lago, il quale ha potuto verificare la presenza di centinaia di Cormorani e Gabbiani, uccelli ghiotti di pesce, di diverse anatre oltre che di 25 Aironi cenerini e di 2 Aironi bianchi, questi ultimi sono uccelli tipici del clima continentale, quindi in Italia sono occasionali e di passo molto scarso e poco regolare, mentre sono frequentemente presenti nell’Europa sud-orientale, in Africa, in Asia e nelle Americhe.

Domani mattina il dott. Algozino Antonino, medico veterinario, accompagnato dalla dott.ssa Termine, effettuerà l’operazione di scandagliare il lago attraverso ecoscandaglio settoriale, gentilmente messo a disposizione da Davide Barbera, delegato provinciale dell'Associazione Enalpesca; questa operazione ci darà delle informazioni sui seguenti parametri:
presenza di pesce vivo e profondità alla quale esso staziona o transita;
presenza di pesce morto sul fondo;
temperatura media dell’acqua;
tipologia e morfologia del fondale: compatto o melmoso;
presenza di arbusti, massi, etc..

Il dott. Algozino afferma che “se dovesse essere accertata la presenza di pesce vivo, sarebbe auspicabile approfondire il monitoraggio con l’Eco-soonar, un sofisticatissimo ecoscandaglio che va a determinare il calcolo delle biomasse presenti nelle acque, importante ausilio nei biomonitoraggi ambientali.
Se sarà accertata la presenza di pesce morto nel fondale sarebbe consigliabile intraprendere azioni di bonifica attraverso reti professionali di pesca a strascico, qualora la tipologia del fondale lo consenta”.

La prof.ssa Barone mentre rileva il fitoplancton

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