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Sequestro testuggine

lug 5

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05/07/2007  RssIcon

LAGO DI PERGUSA – Testuggine palustre

Il 05 giugno 2007 è stata liberata presso la Riserva Naturale Speciale del lago di Pergusa una “Testuggine palustre”.

L’animale era stato sequestrato cautelativamente il 18 maggio scorso dal Corpo Forestale di Enna Bassa, su segnalazione di una pattuglia di quartiere della Polizia di Stato, ad un ambulante della “Fiera (stagionale) di Maggio”.
Il Maresciallo del Distaccamento Forestale, Giuseppe Iuppa, si è subito attivato per gli accertamenti finalizzati a capire di che specie si trattasse; a tal fine sono stati interpellati la dott.ssa Rosa Termine (biologo di Sicilia Ambiente), che da anni si occupa della R. N. S. del lago di Pergusa, e il dott. Fabrizio Turrisi (erpetologo del Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Catania); dopo attente analisi si è potuto classificare l’animale: si tratta di un esemplare maschio di “Testuggine palustre” (Emys orbicularis) appartenente alla famiglia Emydidae; la specie è rigorosamente protetta dalla Legge Regionale 37/81 e successiva Legge Regionale 33/97, dalla Legge n° 157 dell’11 febbraio 1992, oltre che dalle normative internazionali: Convenzione di Berna (Appendice 2), Convenzione di Washington (CITES) e Direttiva 92/43 “Habitat” (Appendici 2 e 4).

Il Pubblico Ministero ha convalidato il reato per violazione delle Leggi sopra citate ed ha disposto di immettere l’esemplare in un habitat naturale, scegliendo il lago di Pergusa, dato che negli ultimi anni più volte è stata accertata la presenza di esemplari di “Testuggine palustre” presso la Riserva.

Qualora si trovassero delle testuggini, è indispensabile consegnarle al Distaccamento Forestale o al Centro di Recupero della Fauna Selvatica di Ronza (gestito dalla LIPU di Enna), al fine di non incorrere in pesanti sanzioni; ma è anche importante non liberarle autonomamente, per evitare che testuggini esotiche possano essere introdotte nel nostro ambiente.

Per esempio la “Testuggine palustre dalle orecchie rosse” è una specie esotica proveniente dagli Stati Uniti d’America e importata in Europa per scopi commerciali come animale da terrario-acquario; essa può provocare dei danni ai nostri ecosistemi naturali perché entra in competizione ecologica con la fauna locale.

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