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Forapaglie in migrazione, scoperto per le attività di inanellamento dei volatili a Pergusa

apr 19

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19/04/2019  RssIcon

Due giornate intense presso la R.N.S. del Lago di Pergusa per le attività di inanellamento dei volatili svolte da Giovanni Cumbo, della Stazione Siciliana di Inanellamento, e da Rosa Termine, Biologa dell’Università “Kore” di Enna.

L’attività è promossa dal Libero Consorzio Comunale di Enna, Ente Gestore della Riserva, con il sostegno anche dell’associazione Accademia Pergusea che ha contribuito a sostenere le spese di viaggio da Palermo degli inanellatori. “L’inanellamento consiste nella cattura momentanea dei volatili; essi vengono catturati con speciali reti dette nebbia, che presentano delle maglie particolari che non danneggiano il piumaggio anche dei più piccoli volatili. Dopo la cattura, alla zampa di ogni individuo viene apposto un cerchietto di metallo contenente un codice che permetterà di identificarli in tutto il mondo. Inoltre, su apposite schede vengono trascritte una serie di informazioni, tra cui misure biometriche che vengono rilevate nel più breve tempo possibile, maneggiando delicatamente gli animali, per rilasciarli immediatamente. I dati vengono poi trasferiti ad una banca dati internazionale; tale studio consente anche di tracciare le rotte percorse dagli uccelli nelle loro migrazioni ed individuare le zone nelle quali sostano per cibarsi e riposare durante il loro viaggio. Tra le specie inanellate a Pergusa in questi giorni, anche un migratore trans-sahariano: il Forapaglie, si tratta di un piccolo silvide di 11,6 grammi che ha scelto Pergusa per rifocillarsi e poi poter continuare il suo viaggio verso il Nord; infatti, la popolazione europea sverna in Africa, in una vasta area che va dal Senegal all’Etiopia sino al Sudafrica, per spostarsi nell’areale riproduttivo che comprende buona parte dei paesi dell’Europa centro-settentrionale ed orientale. In Italia il Forapaglie è nidificante scarso e localizzato solo in pochi siti della Pianura Padana centrorientale e della Toscana. La popolazione italiana complessiva è stimata in circa 20 coppie e negli ultimi anni come in altri paesi europei mostra segni di decremento numerico. La specie rientra nella categoria “In Pericolo Critico” della Lista Rossa dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). I principali fattori di minaccia per tale specie sono: distruzione e frammentazione dell’habitat riproduttivo (vegetazione ripariale di laghi, paludi e zone lagunari), diminuzione delle prede (insetti) nei siti di sosta migratoria, problemi climatico-ambientali nelle aree di svernamento africane. Altre specie inanellate sono state: il Merlo, l’Usignolo di fiume, l’Usignolo, la Cinciallegra, la Capinera, l’Occhiocotto, il Cardellino, la Sterpazzolina e la Cannaiola, anch’essa arrivata da poco a Pergusa per nidificare dopo aver trascorso l’inverno a sud del Sahara” ha comunicato Rosa Termine.

Alle operazioni hanno assistito non solo alcuni studenti di Scienze della Formazione Primaria dell’Università Kore, ma anche alcuni alunni di scuola primaria dell’I.C. “E. De Amicis” di Enna: Andrea, Ruben, Sharon di 5D, Giulio e Adriano di 5B e Doriana di 5 C, che assieme agli altri compagni stanno seguendo il progetto di Educazione allo Sviluppo Sostenibile “Biodiversità e cambiamenti climatici: riduciamo il nostro impatto”, che la Kore sta conducendo nelle Scuole.

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