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Martin pescatore dalla Croazia arriva a Pergusa

nov 3

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03/11/2016  RssIcon

Una ricattura veramente particolare quella effettuata sabato scorso presso la Riserva Naturale Speciale del Lago di Pergusa durante le attività di inanellamento dei volatili svolte da Giovanni Cumbo, della Stazione di Inanellamento di Palermo, e da Rosa Termine, Biologa dell’Università Kore di Enna; è stato infatti ricatturato un Martin pescatore, inanellato a Zagabria (Croazia) a circa 1.000 km di distanza. Il Martin pescatore (Alcedo atthis) è un uccello di piccole dimensioni dal corpo molto compatto, con una livrea molto vistosa sui toni del blu brillante e del verde sul dorso e dell’arancio sul ventre; il becco è robusto e acuminato adatto per catturare piccoli pesci. In questo periodo è facile osservarlo mentre sfreccia lungo le rive del lago emettendo un acuto fischio, o scorgerlo appollaiato su una canna o un ramo proteso sull’acqua, pronto a catturare qualche incauto pesce. Uno dei luoghi dove osservarlo è l’area attrezzata per il birdwatching che l’Ente gestore della Riserva, il Libero Consorzio Comunale di Enna, ha fortemente voluto mettere a disposizione dei fruitori della Riserva stessa. Tale specie, che in Europa si sta rarefacendo a causa della diminuzione delle zone umide e dell’inquinamento delle acque, è inclusa nell’allegato I della Direttiva Uccelli e quindi tutelata in tutta l’Europa.

L’attività di inanellamento permette di effettuare un esame ravvicinato dell’ornitofauna e, quindi, di ricavarne informazioni precise su età, sesso, dimensioni, muta e peso di ciascun individuo; inoltre, questa tecnica consente, attraverso la loro marcatura individuale mediante l’apposizione sul tarso di un anello contrassegnato in modo univoco con un codice internazionale, di rilevare, al momento della ricattura, la località esatta dove l’animale è stato inanellato e il tempo trascorso dal momento del suo inanellamento. Questi dati, che vengono raccolti in una banca dati internazionale, permettono, tra l’altro, di determinare le rotte seguite dai migratori, di individuare i quartieri di riproduzione e i quartieri di svernamento delle diverse popolazioni, di stabilire la durata dei viaggi di migrazione, etc. Leggere l’anellino del Martin pescatore sul quale era riportato il nome della città di Zagabria è stato veramente entusiasmante, oltre che appagante” ha dichiarato la biologa ennese.

A Pergusa, in questi giorni sono state diverse le specie inanellate; tra queste: il Merlo, l’Usignolo di Fiume, la Capinera, l’Occhiocotto, il Luì piccolo, il grazioso Pettirosso, osservabile soprattutto in inverno, il Martin pescatore, la Passera sarda e la Cannaiola; quest’ultima in ritardo per il suo lungo viaggio verso l’Africa subsahariana (dal momento che normalmente parte a settembre dopo aver trascorso a Pergusa il periodo primavera-estate per la nidificazione), ma già pronta a partire data la notevole quantità di grasso accumulata.

Oltre a quelle inanellate, diverse le specie che i ricercatori hanno potuto osservare nel Lago: Aironi cenerini, in numero di oltre 50 individui, Aironi bianchi maggiore, Cormorani, Falchi di palude, Porciglioni, Folaghe, Polli sultani e diverse anatre, tra cui Moriglioni e Germani reali.

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