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Eurobirdwatch 2015 al lago di Pergusa

ott 7

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07/10/2015  RssIcon

Anche al lago di Pergusa, domenica scorsa, molti occhi hanno scrutato il cielo e le acque per osservare gli uccelli presenti, in occasione della giornata “Eurobirdwatch 2015”. Si tratta di un evento europeo dedicato al birdwatching che coinvolge ogni anno, nella prima settimana di ottobre, 36 Paesi diversi con lo scopo di invogliare persone di tutte le età ad osservare lo spettacolo della migrazione, emozionarsi e divertirsi, imparando a riconoscere gli uccelli per comprendere l'importanza della loro protezione. Tale iniziativa è organizzata da BirdLife International, la più grande partnership mondiale sulla conservazione della natura a cui aderiscono 120 paesi di tutto il mondo.

In Italia la Lega Italiana Protezione Uccelli partecipa attivamente all'Eurobirdwatch ed è per questo che al lago di Pergusa erano presenti la LIPU di Caltanissetta coordinata da Aldo Sarto, la LIPU di Niscemi coordinata da Manuel Zafarana e la LIPU di Enna coordinata da Viviana Ingrasciotta; ad accogliere presso la R.N.S. Lago di Pergusa i partecipanti all’Eurobirdwatch, Giuseppe Colajanni Dirigente della Provincia Regionale di Enna (ora Libero Consorzio Comunale), Ente gestore dell’Area Protetta, e Rosa Termine, biologa dell’Università Kore di Enna.

Diverse le specie osservate: dai rapaci come la Poiana, il Falco di palude e il Lodolaio, agli ardeidi come la Garzetta e l’Airone cenerino, ai rallidi come la Folaga, il Porciglione, la Gallinella d’acqua e il Pollo sultano, alle diverse anatre come il Mestolone, il Germano reale, l’Alzavola, il Moriglione, la Moretta tabaccata, agli Svassi come lo Svasso maggiore e lo Svasso piccolo, oltre ai vari passeriformi e a tanti altri. Alcuni di questi uccelli sono stanziali, altri sono arrivati per svernare e diversi sono di passaggio e diretti verso l’Africa.

Il gruppo di birdwatcher ha fatto varie tappe in ambienti diversi per poter osservare più uccelli possibili dalle rive del lago, alla Villa Zagaria, alla Selva Pergusina.

I dati raccolti a Pergusa, assieme a quelli raccolti in altre aree italiane, saranno trasmessi dalla LIPU nazionale a BirdLife International e in particolare all’associazione che coordina l’edizione 2015, la Vogelbescherming Nederland (BirdLife - Olanda) e serviranno a costruire una grande “fotografia” europea della migrazione degli uccelli selvatici, nel momento più significativo del loro ritorno verso le aree di svernamento invernale.

 “Il birdwatching, oltre ad essere un’attività entusiasmante, è un ottimo strumento per studiare le specie ornitiche presenti in un territorio; tutte le specie naturalmente presenti sono importanti per un determinato ecosistema, non ci sono specie banali, ma specie più o meno rare; infatti, il concetto di banalità fa parte di una visione antropocentrica, che nulla ha a che fare con l’equilibrio di un ecosistema. La migrazione è quello straordinario fenomeno biologico per cui una specie animale si muove da un’area geografica ad un’altra alla ricerca di migliori condizioni ambientali, climatiche o trofiche. Poiché le rotte seguite dai migratori sono il prodotto di migliaia di anni di selezione naturale e risultano modellate dalle variazioni stagionali, ambientali e climatiche, gli uccelli migratori risultano essere efficaci sentinelle dell’impatto che molteplici fattori come l’alterazione del territorio e del clima hanno sull’ambiente, facendone uno degli indicatori più utilizzati degli effetti del cambiamento ambientale” dichiara la biologa della Kore.

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