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Monitoraggio ambientale al lago di Pergusa

apr 24

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24/04/2014  RssIcon

Continua, ininterrottamente dal 2001, il monitoraggio ambientale presso la Riserva Naturale Speciale del Lago di Pergusa; esso viene promosso dalla Provincia Regionale di Enna, ora denominata Libero Consorzio Comunale, tramite il Dirigente dell’VI Settore, l’Ing. Colajanni, e tutto lo staff del Servizio di Pianificazione del Territorio e Gestione Riserve Naturali, e condotto dall’Università di Enna “Kore” che tramite la biologa Rosa Termine segue l’evoluzione del Lago.

Tale monitoraggio, oltre alla gestione della centralina meteo, comprende anche il controllo delle acque che vengono analizzate nei suoi parametri fisico-chimici, batteriologici  e bioecologici; ciò permette di valutare lo stato trofico del lago oltre che avere una visione complessiva sulle condizioni dell'ecosistema lacustre. Tra i parametri bioecologici, viene rilevato lo zooplancton, che permette ad esempio di studiare la numerosa colonia di gamberetti copepodi che vivono nel Lago, e viene svolta un’attenta analisi sul fitoplancton con il controllo della composizione tassonomica, dell’abbondanza e della biomassa delle microscopiche alghe, al fine di classificare lo stato ecologico del lago stesso. Questa analisi consentendo di rilevare la dinamica dei popolamenti di specie, permette di rilevare anche quelle potenzialmente dannose. Le alghe microscopiche presenti attualmente sono normalissime alghe cosmopolite appartenenti al genere Tetraselmis oltre che Criptofite e fitoflagellati; inoltre sulle sponde è possibile osservare l’alga verde Cladophora.

Dal punto di vista idrologico, il livello delle acque del lago attualmente ha raggiunto 350 centimetri, un ottimo livello considerando che nel 2002 si erano registrati minimi di 35 cm. Ciò a vantaggio anche della fauna che numerosa popola il lago.

Il lago di Pergusa, unico lago endoreico (senza immissari né emissari) della Sicilia, è anche luogo attenzionato dal mondo scientifico internazionale poiché data la particolare posizione presenta una notevole sensibilità alle variazioni climatiche che lo ha reso un sito chiave per gli studi paleovegetazionali e paleoambientali nell’intero bacino del Mediterraneo. Proprio qualche giorno fa sono tornati i ricercatori svizzeri dell’Università di Berna, diretti dal Prof. Willy Tinner, che stanno conducendo uno studio sui tassi di accumulo di carbone in alcuni laghi italiani tra cui il Pergusa. I ricercatori annualmente svuotano la trappola, posizionata al centro del lago, dai sedimenti accumulatisi; tali sedimenti vengono poi analizzati nei laboratori.

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